Colombario di Pomponio Hylas
Colombario di Pomponio Hylas
4.5
Historiske steder • Oldtidsruiner • Kirkegårder
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Archaeobuff
Av Archaeobuff
Wonderfully colourful underground place for the dead
aug. 2016
Vi dro til en liten park hvor det var en liten bygning som dekket av inngangen til Columbarium av Pomponius Hylas. Dette anbefales på det fargede og sjeldne felles graven var kun åpen for private grupper arrangeres på forhånd med avdeling med fornminner. Og jeg var en gruppe med ett - takket være min Roma Tilkoblinger, som arrangerte inngang med avd. fyr som ankommer for å åpne det opp for oss. Den Columbarium av Pomponius Hylas er en 1 gate - århundre e.Kr. romerske columbarium, ligger i nærheten av Porta Latina på Via Appia. Det ble oppdaget og utgravd i 1831 av Pietro Campana. En columbarium får navnet sitt fra det latinske Columba, som betyr "due". En columbarium var bokstavelig talt en dovecote, hvor fugler ble reist for egg de produserte og deres avføring. Når kremasjonsovner viser forholdene gravsteder ble vanlig, ash - urnene ble satt inn i små nisjer som ble hogd ut i graver. " dukket opp en dovecote effekt, som har gitt denne typen graven navnet sitt, columbarium. Den underjordiske samfunnet grav eller columbarium av Pomponius Hylas var fullpakket med disse nisjer med stedene i aske urnene se ut som små ovner med gryter på dem - så mye farge og fresker beholdt. Du kan se hvorfor det blir det vanligvis ikke åpne. Da graven ble opprinnelig bygget for en familie det ble til slutt en grav for lokalsamfunnet og en effektiv romerske veien for avhending av de døde. Maleriene og dekorasjonene fortsatt var fargerike og jeg følte meg veldig privilegert for å besøke den.

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roberto4u68
Roma, Italia7 747 bidrag
feb. 2022 • Alene
Ve la regalo io l'emozione dell'ingresso e della visita, guardate foto e video postati. Ne conoscevo il nome, mi ero documentato ma sembrava una chimera entrarci di questi tempi ...e invece....il miracolo di una di quelle aperture con il contagocce. Anonima casetta ai margini del parco, neanche una targa fuori. Una porta schiude il tesoro dove una ripida scala (non accessibile ai disabili) conduce a metà già alla prima sorpresa...una iscrizione con il nome che da il toponimo del luogo, con tanto di decorazione a mo' di grotta nella piccola cappella sovrastante..e subito sotto la meravigliosa esperienza di un colombario quasi completamente decorato, soffitto compreso, e...udite udite...anche i resti di un sarcofago con alcune ossa. Una parete ha loculi uguali a quelli del colombario degli Scipioni non lontano...ma le edicole con i timpani e le decorazioni sono qualcosa di indescrivibile. In pochi metri quadrati una concentrazione di arte e storia da fare impallidire monumenti ben più importanti. Date un'occhiata alle foto e anche alle altre recensioni su Roma e le sue meraviglie che ho pubblicato e se sono stato utile cliccate su utile.
Skrevet 23. februar 2022
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Robb H
New York City, NY1 055 bidrag
okt. 2019
We had read about this unusual burial crypt and realized it was difficult to arrange. We contacted our guide Silvia Prosperi and she was about to obtain the permit and arrange for the appoint with the Parks Department representative to open it.

We learned there are many sights like this that can only be opened by appointment.
Skrevet 2. november 2019
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Stefo&Vivi
Roma, Italia18 137 bidrag
okt. 2018 • Par
A spasso per la villa, ci godiamo il dolce tepore, l’ultima remora estiva prima del freddo.
Tra i segreti custoditi nel parco, c’è il Colombario di Pomponio Hylas, una particolare costruzione funeraria divisa in loculi, ciascuno dei quali destinato ad ospitare i resti del defunto.
Un po’ come gli ossari che siamo abituati a vedere nei nostri cimiteri.
Percorsa la ripida scala di accesso, notiamo sul muro un mosaico con delle iscrizioni… sono i nomi dei coniugi Pomponio, Hylas e Vitalina.
All’interno, come un salto a ritroso nel tempo, quello che ci si apre davanti è un piccolo ambiente con alcune nicchie, dove venivano collocati i piccoli vasi di terracotta contenenti le ceneri dei trapassati.
Per chi ha memoria, stare qui ricorda davvero una piccionaia, ed impressiona il suo incredibile stato di conservazione.
All’inizio, pagani poi convertitisi alla fede cristiana, i Romani avevano molto a cuore i loro defunti, tanto che chi aveva le risorse cominciò a costruire sepolcri e mausolei sempre più grandi, affinché il caro estinto continuasse a godere del rispetto e della dignità che meritava in vita.
Skrevet 25. oktober 2018
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jacksanto
Roma, Italia97 bidrag
mar. 2018 • Venner
Il Colombario di Pomponio Hylas è stata una vera sorpresa, consigliatissimo.
Innanzitutto il luogo: incanstonato nel parco degli Scipioni tra la basilica di San Giovanni di Porta Latina e il piccolo Oratorio di San Giovanni in Oleo, dunque c'è da spendere una mattinata che ripercorre la storia di Roma.
Il colombario è infattti del I secolo, le mura aureliane del III, La basilica è medioevale, l'oratorio è rinascimentale e barocco. Tutto bellissimo e in una location amena, tranquilla, fuori dal tempo.
Poi chiaramente il colombario stesso, perfettamente conservato e li solo per voi, una scoperta indimenticabile
5 stars
Skrevet 21. mars 2018
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AlNo41
Roma, Italia70 bidrag
jun. 2017 • Par
All’interno del “Parco degli Scipioni", tra via di Porta Latina e l’Appia Antica, a poca distanza dalle Mura Aureliane, c’é l’ingresso di un sepolcro, che per raffinatezza e perfetta conservazione delle decorazioni viene considerato un gioiello dell’arte funeraria.
Entrati nel Parco, per visitarlo si deve raggiungere una casetta in muratura ed attraversare una porta anonima. Scesi una decina di gradini di una ripida scala in muratura… soltanto a pochi metri dalla superficie ci si ritrova letteralmente in un altro mondo: un salto a ritroso nel tempo di circa due millenni! Qui per circa quattro secoli sono stati inumati numerosi cittadini, vissuti prevalentemente durante la Roma Repubblicana. L’ambiente, fin dal primo impatto visivo, ispira un senso di amenità. Non richiama la morte, né la macabra, oppressiva sensazione, che a volte caratterizza la visita di un nostro cimitero contemporaneo. Ci si sente ben accolti dalla luminosità della volta, dai colori vividi dei dipinti; dalle linee geometriche delle edicole, dei timpani, delle file di nicchie.
Alcune informazioni. L’edificio funerario, come gli altri destinati alla tumulazione collettiva, é definito colombario per l’affinità con il ricovero dei colombi. Generalmente sotterraneo (ipogeo o semi-ipogeo), é caratterizzato da numerose file di nicchie, scavate lungo le pareti e disposte orizzontalmente: dal pavimento fino all’inizio della volta del soffitto. Dopo la cremazione i resti dei defunti venivano collocati in olle cinerarie - vasi panciuti con coperchio, realizzati prevalentemente in terracotta - che a loro volta venivano inserite nelle nicchie. I colombari erano utilizzati prevalentemente da chi, non avendo le possibilità economiche necessarie per realizzare un proprio monumento funebre, voleva comunque che le sue ceneri fossero conservate decorosamente. Secondo alcune fonti, a Roma era nata una sorta di associazione funeraria - collegia funeraticia - alla quale si poteva aderire versando una somma prefissata. L’iscrizione avrebbe garantito la conservazione delle ceneri del defunto in una nicchia a lui riservata e la sua manutenzione. Questo genere funzionale di tumulazione era diffuso a Roma ed in tutte le aree con elevata concentrazione di popolazione: spazi abbastanza limitati potevano contenere i resti di molti defunti. La massima diffusione si é avuta tra la metà del I° secolo a. C. ed il II° d. C..
Il Colombario é intestato (ingiustamente?! vedremo perché) al liberto Pomponio Hylas. Assieme al “Sepolcro degli Scipioni” é un’altra grande attrazione del Parco archeologico dedicato alla illustre Gens vissuta durante la Roma Repubblicana. Gli archeologi lo definiscono una rara eccezione perché é perfettamente conservato: nelle decorazioni di pregio, nella riproduzione di figure mitologiche; nella volta, affrescata con colori chiari, con tralci di vite, uccelli, amorini danzanti. L’opera d’arte più originale del colombario é un mosaico realizzato con tessere di vetro su fondo blu e contornato da una fila di conchiglie. E’ un pannello rettangolare con un’iscrizione in latino: CN(aei) POMPONI HYLAE E(t) POMPONIAE CN(aei) L(ibertae) VITALINIS. In italiano: A Gneo Pomponio Hylas Pomponia di Gneo liberti di Vitalino. Notare un particolare: sopra la lettera P di Pomponiae s’intravvede una piccola V. E’ la contrazione di Vivit (vive). Per cui si deduce che il prezioso pannello é stato affisso alla morte di Pomponio; su volontà della moglie ancora in vita. Sotto l’iscrizione sono raffigurati due grifoni (o cavalli alati come Pegaso?) posti uno di fronte all’altro e separati da una cetra. Le ceneri erano ospitate in due olle, inserite nella nicchia sopra il mosaico. Secondo alcune fonti una si troverebbe nella cattedrale di Ravello sulla costiera amalfitana. Trasferita dopo un saccheggio subìto dal sepolcreto in epoca medievale.
L’intitolazione al liberto Pomponio é stata decisa dallo scopritore del colombario. Era l’anno 1831 ed il famoso collezionista d’arte antica, Giovanni Pietro Campana, probabilmente lo riteneva ideatore e costruttore del colombario. Forse perché convinto dalla collocazione dell’edicola: vicinissima all’ingresso, immediatamente alla fine della scala e nel muro di fronte. Ricerche successive hanno però dimostrato che era stato realizzato in epoca precedente a quella della tumulazione di Pomponio. Il quale era vissuto durante la dinastia imperiale dei tre Flavi (:Vespasiano dal 69 al 79; Tito dal 79 all’81; Domiziano dall’81 al 96). Dunque in un periodo compreso fra il 69 ed il 96 d. C..
A definire con certezza la nuova datazione é stato il ritrovamento dell’edicola di due schiavi affrancati. Il primo, Granius Nestor, era un liberto di Tiberio, imperatore dal 14 al 37. L’altro, Vinileia Hedone (o Pedone), di Claudia Ottavia, la figlia di Claudio (imperatore dal 41 al 54) e della moglie, Valeria “Messalina”. Il colombario era stato dunque costruito fra il 14 ed il 54 d. C. .
Le olle dei due liberti sono state ritrovate in fondo al colombario, in una bellissima edicola a tempietto, collocata in un vano rettangolare con copertura a volta. Due figure dipinte li rappresentano mentre i loro nomi sono riportati nella tabella di marmo sottostante. La tomba é impreziosita con due colonnine, un fregio; ed un timpano in cui é raffigurato un giovinetto nudo identificato con Dioniso. L’abside è decorata con tralci di melograno e tre figure femminili (le Parche, che presiedevano al destino dell’uomo dalla nascita alla morte?).
Una chiosa: provato che i due liberti erano stati inumati nella prima metà del I° secolo d. C. mentre Pomponio e la moglie nella seconda, non sarebbe stato più giusto intestare a loro il colombario?
Proseguendo nella descrizione dell’edificio funebre, le pareti ospitano altre edicole con frontoni e fregi in stucco, coperte da decorazioni a colori vivaci. E dipinti che rappresentano famosi personaggi della mitologia classica. Vediamone alcuni:
- Dioniso, rappresentato sul frontone dell’edicola dei liberti, é considerato l’”inventore”, fra l’altro, della vite, quindi del vino. Berlo fa dimenticare gli affanni, libera i sensi, alimenta la gioia nei banchetti ed induce al canto, all’amore; ma anche alla follia e alla violenza. E’ dunque uno strumento di mediazione tra uomini e dei. Con il loro carattere orgiastico, i misteri di Dioniso si sono diffusi dalla Grecia prima in Etruria, poi nel resto dell’Italia. Il suo mito si era talmente diffuso che nel 186 a. C. il senato romano aveva dovuto proibire i Baccanali. Ciò nonostante, il culto di Dioniso ha avuto grande séguito ed importanza fino all’età imperiale.
- Su un’architrave è dipinta la scena che dovrebbe raffigurare un episodio della vita di Orfeo fra i suoi conterranei. L’aedo della Tracia con il suo canto aveva il potere magico di placare le tempeste, ammansire gli animali, affascinare gli uomini. A sua volta, per lo sfortunato amore con Euridice, é stato “cantato” da Eschilo, Ovidio e Virgilio. A parere di alcuni esperti la sua raffigurazione nel colombario vuole ricordare il fondatore di culti e misteri; capace di indicare come raggiungere l’immortalità e la felicità ultraterrena.
- Tornando al timpano dell’edicola vicino alla scala, vediamo l’immagine in stucco di Chitone, il centauro dall’animo mite che amava le scienze e la cultura. E’ rappresentato mentre insegna ad Achille a suonare la lira.
- Altro dipinto, altra rappresentazione riguarda Cerbero, il cane a tre teste custode dell’entrata dell’Ade. La descrizione del suo orribile aspetto è richiamata anche da Virgilio nell'Eneide e da Ovidio nelle Metamorfosi.
Le diverse figurazioni del colombario hanno in comune un carattere simbolico. Antesignani del cristianesimo, alludono ai possibili destini che attendono i morti in un ipotetico Aldilà. Per cui, a seconda di come ci si é comportati in vita, ai buoni sono riservati i Campi Elisi; ai malvagi l’Ade.
Quale messaggio complessivo trarre dalla serie di immagini mitologiche? Una “filosofia” capace di fare da ponte fra vita e morte, fra desiderio e speranza di raggiungere, attraverso l’immortalità, la felicità ultraterrena.

Ultima annotazione. Un’urna, trovata nel colombario e trasferita ai Musei Capitolini, riporta la dedica ad un liberto che era stato al servizio di Antonino Pio. L’imperatore aveva regnato dal 138 al 161 per cui sappiamo che il colombario é stato utilizzato fino alla metà del II° secolo.

Informazioni utili
Ingresso: Via di Porta Latina, 10 - All'interno del Parco degli Scipioni
Telefono: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00 Email: info@060608.it
Ingresso consentito solo a gruppi accompagnati. Massimo 7/8 persone alla volta.
Tariffe (*): Intero € 4,00 Ridotto € 3,00
(*) Nel costo non è compresa la visita guidata, che é a cura di associazioni culturali con le quali occorre concordare direttamente la data.
Skrevet 13. september 2017
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Archaeobuff
Sydney, Australia2 005 bidrag
aug. 2016 • Alene
We went to a little park where there was a little building which covered the entrance to the Columbarium of Pomponius Hylas. This highly coloured and rare communal tomb was only open to private groups arranged in advance with the Department of Antiquities. And I was a group of one - thanks to my Rome Connections guide who arranged entry with the Dept. guy arriving to open it up for us. The Columbarium of Pomponius Hylas is a 1st-century AD Roman columbarium, situated near the Porta Latina on the Via Appia. It was discovered and excavated in 1831 by Pietro Campana. A columbarium gets its name from the Latin columba, which means “dove”. A columbarium was literally a dovecote, where birds were raised for the eggs they produced and their excrement. When cremation burials became common, ash-urns were deposited in small niches that were carved into tombs. The niches produced a dovecote effect, which gave this type of tomb its name, columbarium. The underground community tomb or columbarium of Pomponius Hylas was packed with these niches with places for the ashes urns looking like little stoves with pots on them - so much colour and frescoes retained. You can see why it is not generally open. Whilst the tomb was originally constructed for one family it eventually became a tomb for the local community and an efficient Roman way of disposing of the dead. The paintings and the decorations were still colourful and I felt very privileged to visit it.
Skrevet 25. mars 2017
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domenico342
Roma, Italia939 bidrag
nov. 2016 • Alene
In fin dei conti presso alcune confraternite, ad esempio di Napoli, si usa (o si usava secondi i dati ufficiali) deporre, dopo le esequie, il feretro contenente il caro defunto presso un sito apposito in attesa che fosse trovato il definitivo luogo di sepoltura di cui c’era una scarsa disponibilità o, qualche volta, in attesa di migliori condizioni economiche. Solo al momento della seconda sepoltura il de cuius finiva di restare nella sua iniziale posizione subliminale. E, come fosse veramente deceduto questa seconda volta, seppellito finalmente in una tomba. Una tradizione che probabilmente ha origini antiche a cui sono succeduti gli adattamenti dell’epoca e del luogo, vedi Napoli. Facciamo allora qualche riferimento a questo colombario a poca distanza dalle mura aureliane. Vi si accede scendendo una scala piuttosto ripida tuttora in situ oltre che in buono stato di conservazione come del resto tutto l’ambiente. Fu costruito nella prima metà del I secolo d.C. e si presenta con una forma rettangolare coperto da una volta a botte. Le pareti sono articolate in una serie di edicole provviste di colonnine o pilastri. L’apparato decorativo, al pari di quello architettonico, è di notevole valore. La parete di fondo è occupata dall’ edicola dei primi proprietari: i loro nomi sono incisi nel cartiglio marmoreo sottostante: Granius Nestor e Vinileia Pedon, entrambi sono ritratti in sembianze ed attributi che rimandano ai culti dionisiaci. Gli apparati decorativi sono costituiti da pitture a colori vivaci riferiti al mondo mitologico, al pari di amorini, uccelli e riferimenti colti tutti intesi a raffigurare un giardino di piacere e di ozio. Insomma un ambiente elegante non di certo ricco ma inteso a provare che queste sepolture per quanto collettive appartenevano ad un ceto sociale non proprio povero. Nell’antichità chi non poteva permettersi un sepolcro privato si iscriveva ad un’associazione funeraria (ricordiamoci le confraternite dell’inizio) che, mediante il versamento di una modesta somma, assicurava l’accoglimento delle ceneri del defunto in un colombario. Il benvenuto all’ingresso del colombario viene dato da un’iscrizione che ricorda i coniugi Pomponio Hylas e Pomponia Vitalinis con accanto un mosaico decorativo a tessere di vetro su fondo blu. La stessa iscrizione è completata da una coppia di grifoni ai lati di una cetra, messi sicuramente a guardia del sepolcro contro il malocchio. Il colombario è stato operativo per lo meno fino a tutto il II secolo d.C. Decisamente un ambiente che affascina per la sua bellezza e tra i più belli, fra quelli con funzioni simili, giunti fino a noi.
Skrevet 9. desember 2016
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Bruna B
11 bidrag
mai 2016 • Venner
Che dire, luogo di sepoltura piccolissimo ma con un fascino tutto suo; una vera e propria bomboniera che merita di essere visitata . Personalmente mi ha colpito molto e quindi sono felice di esserci andata.
Skrevet 1. mai 2016
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gian1063 🇮🇹🇲🇹
Roma, Italia3 516 bidrag
mai 2015
Nei pressi delle Mura Aureliane , Porta Latina , con accesso dal Parco degli Scipioni si trova questo pregevole sepolcro con accesso da una ripida scaletta .
Si tratta del piccolo ma interessante colombario scoperto in perfetto stato di conservazione, nel 1831 da Pietro Campana detto di 'Pomponius Hylas' , liberto che con la moglie trovò in esso sepoltura. Come si evince da un pannello a mosaico di paste vitree, inquadrato da una fascia di conchiglie e da un motivo a treccia, recante un'iscrizione, sempre a mosaico, con i due nomi degli sposi liberti. Notevoli sono la complessità della sua architettura e la decorazione di stucchi e pitture. In fondo si apre un'ampia abside, con al centro un'edicola su podio . Ha forma rettangolare , coperta a volta ed ornata da una ricca decorazione di tralci di vite sui quali si librano figure di uccelli e di amorini. Molto bello il fregio sul timpano , colorato con vivaci rossi e azzurri che raffigura il centauro Chitone che insegna ad Achille a suonare la lira, molti soggetti sono incentrati sulla figura di Orfeo, cantore e musico insuperabile, ma soprattutto fondatore di culti e misteri.
Skrevet 2. april 2016
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Patrizia P
Roma, Italia7 bidrag
apr. 2014 • Familie
Un luogo incredibile, inaspettato...Si scende una ripida scala e ti ritrovi in un piccolo colombario in perfetto stato di conservazione ! Assolutamente da visitare!
Skrevet 11. mars 2015
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